Sanremo, Ornella Muti risponde alle polemiche sulla cannabis “Non giro per il backstage donando canne”

ORNELLA MUTI

Durante la conferenza stampa di questa mattina del Festival di Sanremo 2022, Amadeus ha presentato meglio questa sua terza edizione della kermesse sonora. Presente anche Ornella Muti che lo affiancherà in una delle 5 serate. Proprio sulla popolare attrice è nata una polemica a seguito di alcune sue dichiarazioni fatte sulla cannabis.

ideafashion

Federico Mollicone, deputato di Fratelli d’Italia e commissario di Vigilanza Rai, insieme a Maria Teresa Bellucci, capogruppo in commissione Affari Sociali, hanno sollevato la prima polemica di questo Sanremo:

“Riconosciamo in Ornella Muti un’autorevole artista e grande icona del cinema italiano ma riteniamo improprio il sostegno alla liberalizzazione della cannabis espresso in un post – si legge nel loro comunicato – Non vorremmo che il Festival di Sanremo possa diventare il megafono delle posizioni del fronte della cannabis libera e del referendum”

La replica della Muti non è tardata ad arrivare e durante la conferenza stampa ha dichiarato:

“Intanto la cannabis legale è – ha risposto a una giornalista che le chiedeva un commento -. Io quella spingo, non spingo l’aspetto ludico della canna. Mi dispiace per questa polemica, sembra che giro per il backstage donando canne. Mi rendo conto che i cambiamenti sono sempre spaventosi e difficili, comunque ci sono persone molto più giuste per parlare nello specifico degli effetti della canna terapeutica. Io mi curo omeopaticamente e grazie al cielo non è vietato”. E ancora sulla cannabis ad uso terapeutico: “Ci sono esempi di bambini epilettici e molto altro. Sembra che uno si deve fumare una canna, ma non è così. Ci sono estratti, oli, ed è una scelta del paziente”

L’attrice ha poi continuato facendo un riferimento alla mamma, ormai scomparsa:

“A mia mamma l’avevano prescritta ma non sono riuscita a dargliela. Stava molto male e, come accade in questi casi è stata imbottita di psicofarmaci. L’ho persa senza poterle dire ciao perché non mi riconosceva più. Io parlo di cannabis terapeutica, è sciocco fare riferimento alla canna. Mi dispiace che questo venga confuso. Ognuno deve fare quello che si sente e deve poter avere il diritto di dire ‘mi voglio curare così’”

Condividi l'articolo

Lascia una risposta